FESTA PATRONALE ALLA MADONNA DELLO ZERBION 29 LUGLIO  2020

FESTA PATRONALE ALLA MADONNA DELLO ZERBION

29 LUGLIO  2020

E’ dura accettare la limitazione delle forme espressive della devozione popolare in questi mesi di post lockdown, eppure la pandemia ci sta insegnando ad apprezzare con ancora maggiore intensità il grande tesoro della tradizione cristiana delle nostre vallate.

Mercoledì 29 luglio nella piana di Pian Tavela in frazione Barmasc di Ayas si è svolta la Messa in onore della Madonna del Monte Zerbion, presieduta da don Pietro Panceri, Parroco di Saint-Vincent e concelebrata da don Andrea Marcoz e da Padre Oscar Missas, sacerdote dell’Ordine di Legionari di Cristo.

L’ascensione ai 2722 metri della statua della Santa Vergine posta alla sommità del Monte Zerbion, dove ogni anno è solitamente celebrata la Messa, è stata resa comunque libera ai singoli escursionisti e pellegrini che non hanno voluto mancare l’appuntamento alla salita in vetta.

La celebrazione Eucaristica, anche per questo motivo, si è svolta alle h.12, permettendo così l’afflusso di un maggior numero di devoti (200 circa).

Durante l’omelia, don Pietro ha ripercorso brevemente la storia di questo importante simbolo di devozione da parte del popolo valdostano.

“A cavallo tra le due grandi guerre mondiali del 1915/1918 e 1939/1945,  la pietà popolare, le sofferenze intime delle nostre famiglie e non ultimo  per ispirazione della Vergine Maria,  “ Le madri, spose e sorelle rimaste a casa, quelle che durante la guerra ci confezionarono le calze di lana, i passamontagna, gli utili indumenti”, avevano, dapprima nascostamente nei loro cuori e successivamente in modo pubblico, espresso un voto, una grande professione di fede.  Se la Madonna, che così frequentemente esse avevano pregato, le avesse ascoltate avrebbero posto una grande statua della Vergine in vetta al Monte Zerbion”.

Tale auspicio si realizzò il 10 settembre 1932, quando fu inaugurata la statua e poi il 29 luglio fu stabilito dall’autorità ecclesiastica come giorno in cui la popolazione di Saint- Vincent avrebbe dovuto salire sul monte per rinnovare questo legame comunitario, facendolo diventare una seconda festa patronale.

A distanza di quasi 100 anni la salita alla Madonna del Monte Zerbion è stata impreziosita da altre opere d’arte e di fede, come la via Crucis e i bassorilievi dei misteri del Rosario che accompagnano l’escursionista lungo il sentiero verso la vetta.

A tal proposito, don Pietro ha voluto ricordare la recente scomparsa di due grandi devoti di questa ricorrenza mariana, Celestino Noussan, promotore della via Crucis realizzata nei primi anni 2000, ed Emilio Treves, a lungo presidente della Cantoria di Saint-Vincent e organizzatore del pranzo conviviale che segue sempre la celebrazione della Messa.

Nell’omelia don Pietro ha ricordato anche il momento storico che le nostra popolazioni stanno attraversando “Oggi le nostre due Comunità si ritrovano non lassù, ma qui per il rispetto di protocolli sanitari che servono alla tutela della salute di tutti, ma ugualmente per affidare a Lei, la Vergine SS.  le nostre famiglie, ma perché no, anche le due nuove amministrazioni civiche che saranno poste a guida delle nostre Comunità, ma anche e soprattutto i nostri giovani: essi sono il futuro delle nostre Comunità. Non possiamo infine non implorare che la Vergine da lassù accompagni anche i nostri malati, gli anziani, i poveri:  tutte quelle persone le cui sofferenze non si vedono ma producono in loro un disorientamento profondo fino a lacerarne l’esistenza quotidiana e le relazioni”.

“Oggi più che mai, in questo tempo di crisi profonda, e di pandemia, siamo chiamati a “condividere” la vita quotidiana, come Gesù ha condiviso la propria vita con i suoi amici, gli apostoli; come i primi cristiani che “mettevano tutto in comune”, per poi condividere con chi è in difficoltà è semplicemente sperimentare la solidarietà umana e spirituale verso i nostri fratelli”.

Terminata la Messa, la festa è continuata in allegria con l’ottima polenta preparata dal Comitato “Amis de nos villages” di Moron di Saint-Vincent, coadiuvati dai volontari della Croce Rossa affinché la manifestazione si svolgesse nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza.